I Capolavori

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Terra di natura incontaminata e spiagge irresistibili, la Croazia vanta anche un patrimonio artistico impressionante, se si considerano le dimensioni ridotte del Paese. La zona più interessante è senza dubbio quella costiera di Istria e Dalmazia, impegnata per secoli in un intenso dialogo artistico e architettonico con Venezia e con il Mediterraneo.

A conferma del livello dei capolavori croati, l’Unesco ha deciso di tutelare come Patrimoni dell’Umanità la Cattedrale di San Giacomo a Sebenico, la città storica di Trogir, la Città vecchia di Dubrovnjk, il Complesso episcopale della Basilica Eufrasiana nel centro storico di Poreč, il Complesso storico di Split con il Palazzo di Diocleziano e la Piana di Zadar. Aggiungendo il parco nazionale dei Laghi di Plitvice, si arriva a 7 siti dichiarati patrimonio dell’umanità il che, per un territorio così limitato, rende l’idea degli splendori artistici croati.
Qui di seguito elenchiamo solo alcuni dei grandi capolavori croati, quelli impedibili per chi decida di conoscere il Paese

LA CATTEDRALE DI SAN GIACOMO DI SEBENICO (patrimonio Unesco dal 2000), progettata già in epoca comunale, fu eretta a partire dal 1402 con la partecipazione di un altissimo numero di ingegneri, scultori e scalpellini dalmati, considerati in quel periodo tra i migliori d’occidente. Dal 1431 il progetto fu rimaneggiato e si mise mano alla chiesa per renderla uno dei massimi esempi di trapasso dal gotico fiorito al rinascimento. Giorgio Orsini, meglio noto come Giorgio da Sebenico, ebbe l’incarico nel 1441 ed è il maggiore artefice della chiesa sia per quel che concerne l’architettura che per quanto riguarda la decorazione: a lui si deve l’ampliamento della cattedrale, la navata laterale, gli absidi, la cupola e il battistero, nonché la spettacolare e famosa successione di 71 teste scolpite sopra il basamento delle tre absidi gotiche a ridosso della famosa porta dei leoni stilofori. A lui si deve anche la decisione di erigere l’edificio completamente in pietra, senza ricorrere a strutture portanti in legno o mattoni: la cattedrale di Sebenico è la più grande chiesa del mondo costruita totalmente in pietra. Alla morte di Giorgio Orsini (1475) gli successe Niccolò Fiorentino, altro grande protagonista dello splendido Quattrocento dalmata. Alla sua mano, ormai pienamente rinascimentale, si devono il completamento della cupola, le statue esterne (San Giacomo e San Marco), il tetto e la parte superiore della facciata. Sotto la sua direzione si lavorò anche al triforo, al presbiterio e al santuario. Il presbiterio in particolare è uno dei massimi esempi di arte rinascimentale del mediterraneo (1490). La chiesa fu inaugurata nel 1555. Simbolo della Croazia, la chiesa subì ripetuti attacchi serbi sia durante la guerra che dopo, ad opera di vandali nazionalisti, ma fu immediatamente ripristinata nel suo aspetto originale. Chi decidesse di passare una vacanza in Croazia, dovrebbe inserire questa splendida chiesa tra le sue mete predilette.


LA BASILICA EUFRASIANA DI POREČ (patrimonio Unesco dal 1997) è uno dei maggiori esempi di arte bizantina del Mediterraneo. Eretta nel V secolo sul più antico tempio cristiano d’Istria fu completata nel 539 per volere del vescovo Eufrasio. La facciata presenta tracce del restauro ottocentesco accanto a resti dei mosaici originali e l’ingresso è moderno, ma l’atrio quadripartito è ornato da capitelli bizantini e pietre tombali del VI e VIII secolo. L’interno presenta tre navate absidali su 18 colonne in marmo greco e splendidi capitelli zoomorfi, su cui spicca il simbolo di Eufrasio. Guardando verso l’altare spicca il meraviglioso ciborio del XIII secolo, decorato da colombe e mosaici. Attorno all’abside centrale ruotano le sedute per i canonici, impreziosite da uno zoccolo geometrico in alabastro orientale, marmo rosso, smalti e madreperla. Sollevando lo sguardo al catino dell’abside, ecco risplendere i mosaici del VI secolo, pari se non superiori per bellezza a quelli ravennati. Alle scene sacre si aggiungo 13 esametri che raffigurano la costruzione del tempio e testimoniano una incredibile tendenza al realismo.


IL PALAZZO DI DIOCLEZIANO DI SPLIT (patrimonio Unesco dal 1979) è anzitutto un’esperienza da vivere. L’intero centro storico della città è compreso entro le mura del Palazzo, il che rende Split unica e indescrivibile. 180 metri sui lati nord e sud, 215 su quelli est e ovest, il palazzo ha mura ottimamente conservate spesse 2 metri e alte sino a 28. Le porte si aprono sul cardo e sul decumano. Ogni monumento, finanche la cattedrale di San Doimo, eretta sul mausoleo per Diocleziano, è immerso nell’atmosfera del Palazzo e ha con esso un rapporto quasi osmotico, ma quel che più colpisce è l’insieme architettonico ed artistico di chiaro stampo romano mescolato con influssi orientali. L’architetto del palazzo è tuttora ignoto, ma non si può non rimanere esterrefatti di fronte ad un rapporto tanto intenso tra la cultura occidentale e l’ingegno decorativo orientale. Al palazzo si accedeva attraverso la porta Aurea (a nord), davanti alla quale si trova ora una grande statua di Ivan Mestrovic, cui seguono edifici opera di Giorgio Orsini e di Andrea Alessi. La strada principale termina nel peristilio, al centro del palazzo, in una sinfonia di colonne sontuose, edifici gotici e palazzi barocchi: in questo suggestivo spazio, frutto di epoche tanto lontane, si svolgono nel corso dell’estate spettacoli e concerti. A sud del peristilio si erge il protiro, con l’ingresso agli appartamenti imperiali, preceduti dal vestibolo. L’intero Palazzo di Diocleziano alterna episodi artistici romani di grande fatture a massimi esempi dell’arte romanica locale e a impennate rinascimentali e barocche, rendendo Split una delle città più magiche d’Occidente.


IL CENTRO ANTICO DI Dubrovnik (patrimonio Unesco dal 1979) è una delle principali attrattive del Paese. Città dall’antica e orgogliosa storia, primo centro ad abolire la schiavitù (“la libertà non si vende per tutti i tesori al mondo” recita il motto che sovrasta la porta d’ingresso alla città), Dubrovnik vecchia è circondata da mura imponenti, spesse fino a 6 metri verso terra e fino a 3 verso il mare, scandite da tre torri tonde, 12 quadrangolari, cinque bastioni, due forti angolari e dal forte di San Giovanni e quello di Lovrjenac. Vi si entra da Porta Pile, attraverso un cinquecentesco ponte in pietra: la porta è sormontata dal San Biagio di Ivan Mestrovic. Imperdibile è la camminata lungo le mura, attraverso testimonianze architettoniche di enorme pregio, opera di Giorgio Orsini e Michelozzo Michelozzi. L’interno della città murata è denso di capolavori ed estremamente suggestivo e si respira ancora lo storico orgoglio dei ragusani, conservato dalla pietra delle loro case, fontane, monumenti e chiese.

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