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Fondata attorno al V secolo a.C. dagli Illiri, Berat fu trasformata nel III secolo in roccaforte con il nome greco di Antipatrea: città antichissima, vanta vestigia di diverse epoche e una singolare commistione di stili romano, ottomano, bizantoni e bulgaro, che la rendono la città d’arte albanese per eccellenza. In epoca moderna la città si è molto sviluppata in senso commerciale.
DA VEDERE
L’impatto è notevole grazie alle tipiche case bianche di Berat che occupano sia la pianura sia i due colli circostanti, distendendosi ai piedi del monte Tomor e del monte Shpriag. Le case si distinguono per le grandi finestre che ne ornano i lati, tanto che Berat è famosa tra gli albanesi come “la città dalle mille finestre”. Da visitare assulutamente è il quartiere di Mangalem, tra i luoghi più tipici e suggestivi dell’intera Albania, che ospita anche la bella chiesa bizantina della Santa Trinità (XIV sec.).
Di grande importanza è il Museo delle icone di Onufri, aperto nel 1986. Vi si ammirano numerose icone realizzate da Onufri stesso, forse il maggior autore di questo genere pittorico degli interi Balcani, e dai suoi discepoli. Caratteristica dell’arte di questo pittore del Cinquecento è l’innesto di una certa espressività nella tradizione bizantina, che ha fatto pensare ad un rapporto con la coeva arte veneziana.
La Cittadella, che ospita il Museo delle icone, è un luogo di grande fascino. Essa include rovine di diverse epoche, edifici religiosi come la moschea e la Cattedrale di Santa Maria, chiese bizantine, la moschea piombata e quella “degli scapoli”.
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